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L’italiano che inventò la ricerca della felicità

Joseph Shumpeter, economista austriaco dei primi novecento, sosteneva che la vera innovazione sia fare cose antiche in un modo nuovo. Questa frase è diventata il nostro motto aziendale, in un’Italia ricca di tradizione è fondamentale valorizzare questo straordinario bagaglio per promuovere le nostre eccellenze nel mondo.

Storia e innovazione sono due facce della stessa medaglia, l’ha intuito lucidamente la famiglia Mazzei, quasi un millennio di tradizione vitivinicola nel senese e un occhio attento al mondo che cambia.

Francesco e Filippo, oggi a capo di una cantina da oltre un milione di bottiglie, si ispirano alla storia di famiglia, in particolare a Philip Mazzei, l’antenato d’America.

Fu lui, italiano oggi sconosciuto ai più, l’ispiratore di uno dei valori fondanti della società occidentale che conosciamo oggi.

“We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their creator with certain unalienable rights, that among these are life, liberty and the pursuit of happiness.”

 

Il diritto alla ricerca della felicità, voluto nella dichiarazione d’indipendenza, nasce tra le colline del Chianti dal genio di un medico e filosofo che fu intimo amico di cinque presidenti USA, da Washington a Jefferson.

Questa sì che è una storia da raccontare: il vino, il territorio, la società, le persone, ci sono tutti gli ingredienti per appassionare. Da questa saga infatti nasce il Philip, un rosso che è la quinta essenza della Toscana e che da oggi si racconta grazie alle smart label Viveat. Storia e tecnologia insieme per raccontare al mondo, i nostri valori, le nostre virtù e quelle vigne apprezzate da New York a Tokyo.

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